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Comunicato stampa: La violenza sulle donne

news del 02 Febbraio 2007

La violenza sulle donne


Ogni persona di buon senso ben comprende che l’unica possibilità per una società di definirsi civile è data da una convivenza onorevole e rispettosa di tutte le sue componenti.

Purtroppo non è così, siamo una generazione cresciuta nell’idea che mai nessuna guerra sarebbe stata possibile dopo i terribili racconti dei nostri genitori sugli orrori dell’ultimo conflitto mondiale, eppure abitiamo un mondo caratterizzato da conflitti, guerre, soprusi: in un perenne stato di paura, diffidenti gli uni nei confronti degli altri, da noi vissuti come diversi.

Siamo una generazione di donne cresciute nella convinzione che le guerre tra i sessi sarebbero state un esclusivo ricordo di tempi passati, di sfruttamento e discriminazione, da lasciarci alle spalle Eravamo consapevoli della difficoltà del percorso ma nulla avrebbe mai potuto incrinare questa certezza. Eppure sono qui costretta a scrivere questa nota colpita dall’orrore della violenza perpetrata su due donne pugliesi, sole, e rese ancora più deboli dalla loro disabilità, una violenza consumata nel tempo con la complicità di parenti e conoscenti.

L’orrore della notizia è devastante, ma ancor più devastante è scoprire che l’elenco delle violenze aumenta giorno per giorno.
Noi tutte sappiamo che la violenza sulle donne è un reato tra i più gravi in quanto colpisce l’intera persona coinvolgendo sia la sfera fisica, sia quella psicologica e che oltre l’80% dei casi avviene entro le pareti domestiche spesso in una situazione di ricatto affettivo ed economico ma siamo consapevoli di quanto è ancor più grave se consumata su persone ancor più indifese
Noi donne componenti della Commissione Regionale P.O. sollecitiamo una parola pubblica che deve essere iscritta nell’agenda istituzionale con la centralità che la questione della violenza ha nella vita delle persone.
La sua assenza o inadeguatezza sarà lo specchio della distanza tra la politica e la società.
Noi donne non vogliamo essere vittime per sempre.

La legge sulla violenza sessuale del 1996 è stato un importante segno nel costume e nel diritto. Purtroppo dieci anni dopo sono ancora soltanto le donne a farsi carico di questo tema, mentre ci è chiaro che la violenza sta dentro il rapporto tra gli uomini e le donne tanto nella loro relazione intima, quanto sulla scena pubblica, e, richiede parola di entrambi.

Noi chiediamo di stanare la cultura che la produce, dalle istituzioni, dalla falsa morale, dalle religioni, dalle tradizioni, dalle usanze familiari e comunitarie, ma anche e soprattutto negli habitus mentali sedimentati.

In questo percorso si inserisce l’impegno della Commissione P.O più aperta al territorio, punto di snodo di conoscenze ed informazione, collegata a tutte quelle realtà associative del mondo femminile, luogo di donne, delle competenze delle donne, delle associazioni delle donne italiane e straniere.
Al contrario guardiamo con sospetto ipotesi che vorrebbero trasformarla in un luogo di incontro tra esperti fintamente neutrali

Il nostro Paese è oggi abitato da uomini e donne che arrivano da culture e tradizioni le più diverse. Costruire una convivenza che condivida, in questo tempo e in questo spazio, i principi costituzionali e l’idea della libertà femminile che ha principio nell’inviolabilità dei nostri corpi è il cammino di cui ci sentiamo protagoniste
Ci saranno difficoltà e contraddizioni, ma non dovranno costituire un alibi per occultare dietro la categoria dello scontro di civiltà il nodo conflittuale del rapporto tra i sessi che attraversa invece tutte le culture.

Per tutto questo, l’istituzione della Commissione regionale Pari opportunità dovrà ricevere risorse, requisiti precisi, facoltà decisionale e disponibilità di spesa.
La Commissione dovrà trasformarsi ed aprirsi all’ elaborazione di politiche e azioni positive

Sensibilizzare, prevenire, tutelare, progettare L’azione pubblica deve rispondere a esigenze molteplici che riguardano la sfera dell’educazione, della formazione, della socialità, del diritto e avere, insieme, l’ambizione di un nuovo disegno di convivenza.
“Sono le donne che fanno il mondo, gli uomini lo distruggono”, (G. Lindo Ferretti)

La Presidente
Magda Terrevoli